Jacque Fresco 13 Marzo 1916 - 18 Maggio 2017

Nato il 13 Marzo 1916 a New York, è morto per cause naturali all’età di 101 anni nel suo centro di ricerca a Venus in Florida lo scorso 18 Maggio 2017.

Jacque Fresco mi ha permesso di guardare il mondo con occhi diversi. La sua vasta conoscenza del mondo, gli consentiva di trovare soluzioni creative a molti problemi diversi. Ha sempre puntato al miglioramento della società e alla protezione dell’ambiente in cui viviamo. La società di oggi sembra talmente piena di problemi da non poterne uscire. È così che la gente salta alla conclusione “è la natura umana”.

Circa un anno fa scoprii il suo mondo e, da allora, ne sono rimasto sempre più affascinato. Il suo mondo si chiama The Venus Project e ci lascia la speranza che un giorno l’uomo riuscirà a raggiungere un livello di civilizzazione superiore. Gene Roddenberry, il celebre creatore di Star Trek, fu influenzato dalle idee di Jacque Fresco. Nei suoi film vediamo un pianeta unito, un’unica famiglia umana, addirittura una federazione di pianeti che cooperano per mantenere la pace e la prosperità guadagnata molto faticosamente. La Terra è una sola nazione dove lo standard di vita di tutti supera qualsiasi immaginazione, senza bisogno del sistema monetario.

Purtroppo non l’ho mai conosciuto di persona, ma mi è dispiaciuto molto ricevere la notizia della sua morte. Grazie a Federico Pistono con la sua piattaforma konoz.io (che purtroppo ha chiuso) ed al movimento Zeitgeist, ho potuto sapere, avere accesso ad una conoscenza ignorata da tutti i mass media.

Come diceva Jacque:

The Internet is the greatest liberator ever invented. There are people that want to control the Internet. That would be the worst thing that can happen.

Durante il corso della sua vita, Jacque Fresco, ha avuto molte esperienze che hanno plasmato il suo pensiero. Durante la sua infanzia, suo nonno gli diceva che gli Stati Uniti dovevano tutto ciò che avevano ad altre nazioni e culture che li avevano preceduti. Gli diceva di non giurare fedeltà alla bandiera, piuttosto a tutti gli abitanti della Terra. Quando, a scuola, venne il momento di giurare fedeltà alla bandiera in classe, Jacque Fresco si rifiutò e fu mandato dal preside, che gli chiese come mai non voleva fare il giuramento che facevano tutti. Jacque gli rispose che, un tempo, la maggior parte delle persone credeva che la Terra fosse piatta, ma questo non significa che abbiano ragione.

Riteneva che gli insegnamenti ricevuti a scuola erano solo propaganda, ottenendo però l’appoggio del preside, che gli concedette il privilegio di leggere libri a suo piacere a patto di riportare ogni settimana che cosa aveva letto. Evidentemente anche il preside aveva visto del potenziale e tentò questo esperimento. Purtroppo poco dopo, il preside morì e il suo sostituto non fu lungimirante come il suo predecessore. Jacque lasciò la scuola e costruì un laboratorio in camera sua. Imparò da solo tutto ciò che permise la sua carriera, ma soprattutto, il suo interesse principale: la ristrutturazione della società.

Fu durante gli anni della Grande Depressione del 1929, che capì che il sistema economico è scollegato dalla realtà, perciò milioni di persone, compresa la sua famiglia, rimasero senza la capacità di acquistare beni e servizi, mentre le fabbriche erano ferme perché non riuscivano a trovare acquirenti. Le risorse erano immutate, ma l’economia era improvvisamente in crisi. L’unica spiegazione è che l’economia moderna non ha a che vedere con la disponibilità delle risorse.

There is no shortage of anything except brains in Washington.

Incontrò alcuni personaggi di rilievo dell’epoca: Richard Buckminster Fuller e Albert Einstein, quando era ancora molto giovane. Mostrò i suoi progetti a Fuller, che lo avvertì che tentare di cambiare la società sarebbe stato impossibile. Albert Einstein invece non era incline a trattare certi argomenti. “Sei interessato allla matematica?” continuava a chiedergli Einstein. Per Fresco la matematica non era il fine, ma soltanto uno strumento necessario per la progettazione della nuova società.

Si interessò per un breve periodo alla politica, soltanto per imparare quali fossero le idee principali che venivano insegnate. Dopo aver ascoltato un comizio comunista, gli fu suggerito di unirsi ad un gruppo della gioventù comunista. Iniziò a chiedersi come avrebbero fatto i comunisti ad assicurare a tutti cibo, acqua potabile ed una istruzione rilevante a tutte le persone. Non lo sapevano: “quando verrà il momento ci penseremo”. Come avrebbero evitato la corruzione. Non lo sapevano. Diciamo che, da bravi politici, non erano molto ferrati in materia di mondo reale. Jacque propose di creare una sezione tecnica del comunismo, che avrebbe trovato risposte concrete a queste domande. Gli fu risposto che stava deviando dagli insegnamenti di Marx.

Jacque allora si avvicinò al movimento tecnocratico, visto che proponeva di usare la scienza e la tecnologia nel governo a favore di tutti. Tuttavia si chiese come mai nessun nessun orientale facesse parte del movimento. Gli dissero che la mente orientale non può concepire la tecnologia. Ovviamente oggi sappiamo quanto sia falsa tale affermazione.

Qualche anno più tardi visitò li indigeni delle isole Tuamotu, isole della Polinesia Francese dove ha capito che la cultura riveste un ruolo determinante nella vita di un individuo. Gli indigeni non erano ancora stati infettati dalla cultura occidentale ed il loro stile di vita era profondamente diverso. Non c’era il denaro, non lo hanno mai inventato. Non barattavano e non commerciavano. E per di più, nel loro linguaggio era assente la parola “lavoro” con essa l’intero concetto di lavoro. Questo è sufficiente per far impazzire un occidentale.

Una volta che Fresco arrivò sull’isola, portando con se molte scorte per dimostrare di venire in pace, gli indigeni iniziarono a prendere le sue cose sostenendo che “ne hai troppe”. Evidentemente, anche il concetto di proprietà privata era assente. Fresco non capì subito il motivo di questo loro comportamento, ma alla fine arrivò ad una conclusione. Quando i più anziani pescavano grandi quantità di pesce, lo lanciavano a chiunque si trovasse nei paraggi, lo condividevano senza aspettarsi nulla in cambio. Non dicevano “mi devi 5 dollari, tu 3, tu 6”. Quando Fresco chiese cosa volessero in cambio per ripagarli del lavoro svolto, non capivano perché mai avrebbero dovuto voler qualcosa. Non volevano niente. La spiegazione è molto semplice, quanto sorprendente per l’uomo Occidentale. La cospicua popolazione delle isole viveva in una abbondanza di risorse naturali. C’erano alberi di banane e palme di cocco in abbondanza, quando avevano fame le raccoglievano e le mangiavano e ce ne erano più che a sufficienza per ciascun abitante.

Nessuno cercava di sfruttare o schiavizzare gli altri. Un giorno Jacque chiese agli indigeni di costruirgli una barca. Lui sapeva come costruirne una molto migliore di quella che sapevano fare loro, ma voleva vedere cosa sarebbe successo. In una settimana la barca era pronta e la lasciarono davanti alla capanna di Fresco. Di nuovo non volevano niente in cambio per il lavoro svolto. Jacque lasciò la capanna davanti alla tenda. Dopo qualche giorno gli indigeni se la portarono via, motivo: “tu non la usi”. Gli abitanti di queste isole furono determinanti per il concepimento dell’economia basata sulle risorse.

Molto sorprendente anche il fatto che gli indigeni erano abituati a non indossare vestiti dalla nascita. Nessun adulto guardava al seno o al sedere o qualsiasi altra parte in particolare di una donna, bensì, vedevano il rapporto sessuale come naturale e lo praticavano liberamente senza bisogno di nascondersi, accarezzando interamente il corpo del partner. La pornografia era ovviamente inesistente. Tutto questo conferma che la cultura e l’ambiente determinano gran parte del modo di pensare di ciascun individuo. Purtroppo oggi, la cultura polinesiana, come l’ho descritta, è stata praticamente spazzata via, grazie anche al contributo dei missionari cattolici.

Dopo esser tornato alla “civiltà”, Fresco si dedicò a numerose attività, lavorando nel settore dell’aeronautica. I suoi disegni e progetti non furono ritenuti pratici per l’epoca e non furono presi sul serio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu arruolato nell’esercito come progettista, ma fu ritenuto non adatto alla vita militare e fu congedato. La sua reputazione tuttavia rimase quella di “uomo vent’anni avanti per il suo tempo”.

Dopo la guerra fu commissionato di progettare una casa a basso costo. Progettò una casa fatta interamente di alluminio e vetro, materiali ampiamente disponibili e recuperabili dal disarmamento bellico. Fu costruita da 10 uomini in sole 8 ore. Fu chiamata Trend Home e rimase in esposizione sul palco della Warner Bros a Hollywood ed ebbe una discreta risonanza mediatica. Tuttavia i fondi federali per il finanziamento del progetto furono negati e la Trend Home, non vide mai la luce al di fuori dell’esposizione.

Successivamente, Fresco si stabilì a Miami in Florida e fondò la SocioCyberneering a fine anni 70. Un nome complicato, ma molto riassuntivo della sua visione. Intendeva ingegnerizzare la società tramite tecnologie cibernetiche mantenendo un approccio umanistico.

Negli anni novanta si trasferisce a Venus in Florida, insieme alla sua socia, Roxanne Meadows, dove comprò un terreno di otto ettari e mezzo per dar vita al “The Venus Project”. Iniziò la costruzione di un centro di ricerca, realizzando alcune strutture a forma di cupola, dove ha vissuto fino alla sua morte.

Nel centro di ricerca, Jacque si è concentrato sul mostrare al mondo le sue idee scrivendo saggi, libri e film documentari.

Nel 2002, ha pubblicato “The Best That Money Can’t Buy: Beyond Politics, Poverty & War”, il suo saggio principale.

Nel 2008 e nel 2011 Jacque Fresco compare nei due film Zeitgeist: Addendum e Zeitgeist: Moving Forward di Peter Joseph, che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, grazie al fatto che i film sono fruibili gratuitamente tramite Internet.

Nel 2016 ha ricevuto un premio dalle Nazioni Unite per “City Design & Community”, dal summit NOVUS in congiunzione con la divisione UN DESA (United Nations Department of Economic and Social Affairs).

Negli ultimi anni, Fresco, non facendo più ricerca sperimentale ed essendogli stata diagnosticata la malattia di Parkinson, ha tenuto un seminario settimanale di sabato nel sito del Venus Project per tutti coloro che si recavano lì.

La vita di Jacque Fresco è di per sé interessante, ma lo sono anche i suoi progetti. Già negli anni ‘70, aveva predetto che le macchine avrebbero guidato autonomamente e che il numero di incidenti sarebbe calato drasticamente. Aveva progettato aerei supersonici enormi, velivoli dalla forma strana che sfruttano la propulsione a ioni o elettrica per sollevarsi da terra, elicotteri molto originali a forma di disco dove i motori si trovano alle estremità dell’elica. In merito a quell’elicottero diceva, tenendo in mano un modellino di un comune elicottero: “Questo è come viene concepito un elicottero oggi. Perché tutti gli ingegneri vanno alla stessa scuola. Come il rotore principale ruota, tutto il resto dell’elicottero ruota in direzione opposta, quindi c’è questa piccolo rotore di coda, ma così ottieni oscillazioni. Questo è come sarà l’elicottero del futuro”, prendendo il suo modellino.

Jacque Fresco riteneva che bisognasse prestare giuramento al metodo scientifico, a nessuna persona, a nessuno stato. Soltanto alla Terra e ai suoi abitanti. L’unico metodo operativo che ci consente di determinare le spiegazioni più probabili a qualsiasi fenomeno è proprio il metodo scientifico. Non ce ne sono altri, che io sappia, eccetto la religione, ovvero l’accettazione di dogmi, in contrapposizione a qualsiasi processo di comprensione.

Detto questo, perché non applicare il metodo scientifico a qualsiasi ambito, in particolare alla società?
Jacque Fresco ha fatto proprio questo ed ha scoperto che il comportamento delle persone è largamente influenzato dall’ambiente in cui vivono. Quindi per eliminare comportamenti indesiderati è sufficiente modificare l’ambiente. Proprio per questo motivo il suo lavoro si è concentrato sulla progettazione di nuove città efficienti, sostenibili e autonome, progettate per soddisfare i bisogni umani dei suoi abitanti.

Il “The Venus Project”, è un progetto completo che prevede la transizione dall’attuale economia di mercato basata sul debito ad una economia basata sulle risorse. Il passaggio dalla scarsità all’abbondanza di risorse è il punto delicato da un punto di vista tecnico, ma decisamente non impossibile con le conoscenze odierne. Tale passaggio sarà accompagnato ad un cambiamento dei valori dominanti nella nostra cultura.

Le città circolari progettate da Fresco sono suddivise in cinture: nel centro c’è il cuore pulsante della città, c’è una grande struttura a forma di cupola che svolge un doppio ruolo: è un centro universitario, dove la maggior parte della gente spende il proprio tempo a imparare nuove cose e a relazionarsi con gli altri gratuitamente; è anche un centro di distribuzione, dove viene mostrato tutto ciò che è disponibile tramite realtà virtuale e viene distribuito gratuitamente, come se fosse una grande biblioteca pubblica. Quando uno non ha più bisogno di un oggetto che ha preso lo può restituire e, dopo essere stato ricondizionato, può essere ridistribuito.

La cintura immediatamente più esterna è la cintura residenziale, dove si trovano grandi palazzi che, oltre ad alloggiare molte persone, forniscono molti servizi, come palestra, dentista, teatro, musica e chi più ne ha più ne metta. Ci sono anche case singole, per chi le preferisce, di tutte le forme e dimensioni. Tutti gli edifici sono immersi nel verde in modo che la città sembri un enorme parco.

La cintura più esterna è la cintura agricola, dove la città produce il cibo che consuma, tramite tecnologie convenzionali o avanzate come l’idroponica. La coltivazione idroponica al chiuso ha numerosi vantaggi: elevata produzione, elevata qualità, assenza di pesticidi, basso consumo di acqua ed energia, produzione indipendente dal clima e dalle caratteristiche del terreno. Tutti i campi sono monitorati tramite migliaia di sensori collegati ad un computer in grado di mantenere stabili i parametri vitali delle piante. Se manca l’acqua, vengono azionate delle pompe, se mancano i nutrienti vengono pompati i nutrienti mancanti nella zona specifica colpita dal problema.

La città è dotata di un sistema di trasporto integrato, in grado di spostare le persone circolarmente, in alto, in basso e radialmente. Con un solo mezzo ci si può spostare sicuramente e velocemente in qualsiasi punto della città. Non ci sono incidenti stradali. Le varie città sono collegate da un treno ad accelerazione lineare magnetica molto veloce.

L’energia elettrica è completamente rinnovabile: tutte le superfici degli edifici esposte al sole sono fotovoltaiche. Viene sfruttato il vento, il calore geotermico, il sole e l’acqua. Ci sono dei canali coperti da una serra di vetro, il sole fa evaporare l’acqua che condensa sulle pareti fredde della serra, che viene raccolta da alcuni tubi. L’acqua potabile può essere ottenuta anche tramite irraggiamento da parte di scorie nucleari.

Tutti gli edifici sono costruiti da macchine guidate da intelligenza artificiale, tramite satellite, senza intervento umano. Ci sono anche edifici che si erigono da soli, dove la macchina che costruisce è integrata nell’edificio stesso. In questo modo le macchine forniscono beni e servizi di base gratuitamente senza ricorrere al baratto, commercio, servitù, soldi ecc…

I rifiuti prodotti vengono spostati sotto le strade da rulli trasportatori verso la cintura agricola più esterna, dove vengono processati ed utilizzati come concime. Gli altri materiali non riciclabili in questo modo vengono riutilizzati per i nuovi prodotti.

Il comportamento delle persone in un ambiente dove prevale l’abbondanza di risorse, sarà molto differente da quello corrente. Il crimine verrebbe ridotto del 90%, visto che nessuno avrà motivo di rubare. Dicono che l’uomo sia competitivo per natura. Io non capisco questa affermazione. Perché mai dovrebbe esserlo? Da un punto di vista evolutivo ha più senso che l’uomo sia cooperativo per natura ed infatti i nostri antenati cacciatori-raccoglitori si ritrovavano in piccole comunità dove era prevalente la cooperazione e non la gara a chi stermina più bestie. Addirittura gli storici ritengono che questi cacciatori poco evoluti lavorassero molto meno delle 8 ore lavorative odierne: 6 ore al giorno due giorni e mezzo a settimana. Inoltre tali comunità erano fortemente egalitarie, non c’erano leader e la donna valeva quanto l’uomo, anche se svolgeva compiti diversi. Come abbiamo fatto a regredire così tanto, da questo punto di vista? Insomma, la competizione che vediamo oggi è presente nella nostra cultura, non nella nostra natura.

Questa è una piccola parte della visione di Jacque Fresco, un grande futurologo e ingegnere sociale. Adesso spetta a noi decidere che cosa fare della sua eredità.

Grazie a Jacque Fresco.

Commenti