Nonostante i media non ne parlino più, i problemi alla centrale nucleare di Fukushima, causati dal terribile terremoto e maremoto del Tōhoku l’11 marzo 2011 con una magnitudo momento di 9.0, sono lungi dall’essere risolti.

Un modo per tenersi aggiornati, consapevoli, informati sulla catastrofica situazione di Fukushima, e al riparo da questa informazione malata, è sicuramente quello di visitare il sito indipendente Fukushima Diary.

Ricapitoliamo quel che è successo a Fukushima…

Nella regione di Fukushima erano attivi soltanto 3 reattori su 6 al momento del terremoto: al 4° era stato tolto il carburante, mentre il 5° e il 6° erano spenti per manutenzione. Dopo il terremoto tutti i reattori attivi 1, 2 e 3 sono automaticamente entrati nello stato di SCRAM (arresto di emergenza). Il reattore 1 era un reattore BWR-3 (Boiling Water Reactor) quindi un po’ più vecchio degli altri, tutti BWR-4. In un reattore di II generazione, come quelli di Fukushima, è necessario che il sistema di raffreddamento rimanga in funzione per alcuni giorni anche dopo l’entrata nello stato SCRAM per evitare la fusione del nocciolo. Le onde del maremoto alte 14 metri si sono infrante sulla diga foranea alta soltanto 10 metri, superandola e inattivando il generatore a gasolio di emergenza. Ciò ha attivato le batterie di emergenza che hanno alimentato i sistemi di raffreddamento per un solo giorno. Conseguentemente il livello d’acqua è sceso sotto i livelli di guardia in tutti i reattori, provocando la fusione delle barre di combustibile nei reattori. Ciò ha portato alla formazione di idrogeno all’interno delle strutture di contenimento dei reattori 1 e 3 provocandone ripetute esplosioni. Successivamente è stato autorizzato il rilascio controllato di vapore dal reattore 2 e l’irrorazione dei reattori con acqua di mare e acido borico (un moderatore: assorbe i neutroni rallentando il decadimento). Il vapore e le esplosioni hanno rilasciato nell’atmosfera ioni radioattivi di iodio 110. Il reattore 4, nonostante non contenesse carburante, si è riempito di idrogeno probabilmente tramite tubi che mettono in comunicazione il reattore 3 con il 4 oppure da una reazione tra il rivestimento di zirconio e l’acqua.

Stando alle autorità e a Tepco, l’azienda che gestisce la centrale nucleare, il rivestimento interno dei reattori era ancora intatto e nessun fluido radioattivo avrebbe lasciato il reattore. Nonostante ciò, quello di Fukushima, è stato dichiarato, dopo pochi giorni, un disastro di livello 7 sulla scala INES (al pari del disastro di Chernobyl).

Infatti la stessa Tepco, ha recentemente ammesso che l’acqua contaminata da cesio-134137 e stronzio-90 è fuoriuscita dal reattore ed è finita nell’oceano, probabilmente entro i 3 giorni seguenti il disastro. Stiamo parlando di 400,000,000 Bq (Becquerel, unità di misura della radioattività definita come l’attività di un radionuclide che ha un decadimento al secondo).

Sul tetto del secondo reattore la radioattività è tuttora talmente elevata che nessuno osa avvicinarvisi, rendendo impossibile l’analisi della situazione.

Per questo Tepco ha iniziato a “scattare fotografie” dell’interno del reattore utilizzando dei rilevatori di muoni, particelle elementari molto penetranti, generate dai raggi cosmici che entrano nell’atmosfera, in grado di oltrepassare gli spessi muri di cemento armato e piombo che schermano il nocciolo.

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