The Lego Movie è un film da vedere assolutamente. Andate al cinema, noleggiate un DVD o un BlueRay, scaricatelo dai pirati svedesi, fate come volete, ma guardatelo.

Come testimoniato dallo splendido sito ufficiale in HTML5, questo film è un vero capolavoro di animazione. Qualcuno dice che dal punto di vista cinematografico non è questo granchè, ma a me non interessa perchè a me i film non piacciono in generale. Quindi questa è solo l’opinione di un profano che non capisce un cavolo di film. Secondo il mio modesto parere, The Lego Movie è adatto a tutte le età ed è un film la cui morale potrebbe insegnare qualcosa anche ai più grandicelli e, per questo, vi espongo la mia riflessione.

Da questo punto in poi potrebbero esserci alcuni spoiler. Vi consiglio di guardare il film e poi leggere la mia riflessione.

La città del presidente Business, a prima impressione, rappresenta la “perfezione”: tutti gli abitanti sono felici, la gente è amichevole, gentile e cordiale. In realtà, viene governata rigidamente dal dittatore che impone a tutti di avere i suoi stessi gusti: c’è una sola canzone e una sola serie televisiva. Il presidente Business vuole far uso di un arma potentissima chiamata Kragle (non è altro che un tubetto di colla liquida), con la quale vuole immobilizzare tutti gli abitanti della sua città, per mantenere le cose come devono stare per sempre. Il presidente si oppone a qualsiasi forma di originalità da parte dei sui cittadini e li obbliga ad attenersi strettamente ai manuali di istruzioni da lui stampati. Nonostante questi piani loschi, l’immagine del presidente appare quella di una persona buonissima agli occhi degli abitanti.

Il protagonista che vive nella città del presidente Business, è un anche troppo cittadino normale che si attiene a tutte le istruzioni del presidente Business. Tuttavia il presidente ha il controllo più totale su tutto: dalla televisione alle apparecchiature per votare alla videosorveglianza, strumenti che gli consentono di agire senza farsi notare.

Decisamente uno scenario familiare… dove potrei aver visto una cosa del genere? Ah ma certo! Nella vita reale! Come ho fatto a non pensarci prima!

Il presidente Business corrisponde nel mondo reale ad alcune grandi aziende che hanno acquisito sempre più potere negli ultimi anni. Aziende come Apple, che continua a professare la sua religione del software proprietario priva di alcun fondamento logico, oppure come Google che vuole distruggere la neutralità della rete. Queste aziende hanno molto più potere di quanto si pensi: tramite i nostri computer e, soprattutto, con i nostri “smartphone”, sanno cosa facciamo e cosa non facciamo. Forse un giorno, saremo obbligati ad utilizzare i computer per votare, proprio come nel film. Il che non sarebbe un male in sé, tuttavia, il software non sarà libero, saremo costretti ad usare software proprietario e addio alla segretezza del voto.

Per fortuna, alla città del presidente Business si contrappone il resto del mondo, sballato e in completa anarchia che, seppur nel caos più totale, si dimostra dinamico e in continuo cambiamento: le cose non devono rimanere per forza come sono per sempre nella loro perfezione, ma chiunque può prendere un lavoro realizzato da qualcun altro per modificarlo, migliorarlo e adattarlo alle proprie esigenze e gusti.

Mi piace fare il parallelo tra la città del presidente Business ed il software proprietario. Il software proprietario è software “incollato”: potrebbe essere bello, di tendenza, perfettamente funzionante e attraente, ma, allo stesso tempo, grigio, statico e imposto dall’alto. Il software libero è, invece, un caos, a volte non funziona (spesso funziona meglio), ma anche dinamico, vivace, comunitario.

Alla fine nel film vince la libertà perché la condivisione, il lavoro di squadra, l’altruismo e la generosità sono fondamentali per non finire a vivere in una città grigia e stagnante. Questi valori sono sempre più rari nella nostra società capitalistica all’estremo. Oggigiorno esiste un solo valore: il mercato. Spesso ho sentito dire in giro che un videogioco è migliore di un altro perché commercialmente ha avuto più successo l’uno dell’altro. Che cosa importa il successo commerciale? I dati di vendita non sono indice di qualità.

Detto questo spero che, d’ora in avanti, cercherete di evitare il “software incollato” e spero di essere riuscito ad esprimere il tutto in modo chiaro, dato che non sono un bravo scrittore. Godetevi The Lego Movie!

Alla prossima!

PS: credo di non infrangere nessuna legge condividendo con voi una stringa alfanumerica. Decidete voi quale uso farne!

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